Glossario meteo

In questa pagina trovate i principali termini che saranno utilizzati nella redazione delle previsioni meteo su questo sito.

NUVOLOSITA': è la frazione di cielo coperta da nubi; si considera la porzione di cielo che l'osservatore può vedere dal luogo in cui si trova. L'informazione sulla nuvolosità è sempre presente nelle previsioni meteo e può essere associata sia alle precipitazioni sia ai fenomeni che riducono la visibilità. Può essere omessa nel caso in cui è atteso cielo coperto con precipitazioni diffuse.

-Nubi alte: anche dette ''velature'', permettono il passaggio dei raggi solari (almeno in parte) e non producono precipitazioni. Solitamente vengono nominate se risultano estese.

-Nubi medie: vengono nominate solo nel caso in cui risultano di scarso spessore e permettono un parziale passaggio dei raggi del sole.

Nubi basse: strati o stratocumuli, solitamente citate quando associate a fenomeni che riducono visibilità come foschie dense o nebbie.

-Nuvolosità ad evoluzione diurna: è la nuvolosità che si sviluppa solitamente nel periodo estivo per il riscaldamento dei bassi strati dell'atmosfera, col passaggio dai rasserenamenti mattutini agli addensamenti pomeridiani, per poi dissolversi dopo il tramonto.

Lo stato del cielo si classifica in ottavi. Nello schema sotto riportato ''N'' corrisponde a Nuvolosità.

-Sereno 0 ≤ N ≥ 1/8
-Poco nuvoloso 2/8 ≤ N ≥ 3/8
-Nuvoloso 4/8 ≤ N ≥ 6/8
-Molto nuvoloso N= 7/8
-Coperto N = 8/8

Si parla di aumento della nuvolosità/aumento delle nubi quando c'è una variazione in aumento nella quantità di cielo interessato da nubi.
Si parla di attenuazione/dissolvimento delle nubi quando c'è una variazione in diminuzione nella quantità di cielo interessato da nubi.
In questo caso si può anche parlare di schiarite se la diminuzione è graduale e si tende da cielo coperto/molto nuvoloso a cielo nuvoloso; ampie schiarite se la diminuzione è più rapida e si tende a cielo sereno o poco nuvoloso.

Si parla di intervalli di nuvolosità/intervalli nuvolosi/intervalli di nubi quando si ha alternanza tra cielo poco nuvoloso e cielo nuvoloso.

Fenomeni che riducono la visibilità: si intende per visibilità, la distanza massima a cui è identificabile un oggetto da parte dell'osservatore.

-Nebbia: sospensione nell'aria di microscopiche gocce d'acqua che riducono la visibilità a meno di 1 km. Si parla di nebbia alta in presenza di uno strato nuvoloso basso a quote comprese tra 100 e 500 metri. Le regioni collinari che si trovano nello strato di nebbia alta, possono essere definite come in nebbia.

Si parla di banchi di nebbia quando la formazione della nebbia assume carattere locale, alternandosi a zone anche molto vicine con assenza di riduzione di visibilità.

Si parla di nebbia congelante quando le goccioline allo stato liquido che compongono la nebbia si trovano in uno strato d’aria in cui la temperatura è inferiore a zero gradi. A contatto con il suolo o con gli oggetti, le goccioline congelano formando istantaneamente depositi di ghiaccio chiamati calabrosa.

-Nebbia: sospensione nell'aria di microscopiche gocce d'acqua che riducono la visibilità tra 1 e 5 km.

PRECIPITAZIONI: la previsione di precipitazioni viene fornita descrivendo la probabilità, la tipologia, l'intensità e la distribuzione sia spaziale sia temporale.

-Pioviggine: precipitazione composta da piccole gocce di acqua dal diametro inferiore a 0,5 mm, molto numerose, che possono anche ridurre visibilità.

-Pioggia: precipitazione composta da gocce di acqua.

-Pioggia congelante: detta anche ''pioggia congelantesi'' o ''pioggia che gela al suolo'', è una precipitazione di gocce d'acqua che congelano all'istante impattando su superfici la cui temperatura è pari o inferiore a 0°C

-Neve:precipitazione formata da cristalli di acqua ghiacciata isolati o agglomerati. La quota neve è la quota a partire dalla quale sono attese precipitazioni in forma nevosa al di là dell'eventuale accumulo al suolo.

Grandine: precipitazione formata da pezzi di ghiaccio, comunemente chiamati ''chicchi'', che possono cadere separati o agglomerati. Fenomeno tipico associato ai temporali.

Rovesci: precipitazione solitamente intensa e di breve durata, prodotta da nubi a sviluppo verticale (cumuli congesti o cumulonembi). Colloquialmente possiamo parlare anche di acquazzone.

Classificazione dell'intensità

Pioggia
-Debole: intensità fino a 2 mm/h.
-Moderata: intensità tra 2 mm/h e 10 mm/h.
-Forte: intensità tra 10 mm/h e 30 mm/h.
-Molto forti/nubifragi: intensità superiore a 30 mm/h.
-Torrenziali: usato solo in caso di intensità eccezionali, superiori a 70 mm/h.

Rovesci
-senza precisazione: intensità fino a 20 mm/h. Si assume che il rovescio sia per sua natura una precipitazione di forte intensità.
-forti: intensità superiore a 20 mm/h.
-molto forti: intensità superiore a 30 mm/h per gran parte della durata del fenomeno.

Nevicate
-deboli: fiocchi piccoli, dispersi, con accumulo non viziato dal vento intorno a 0,5 cm/h.
-moderate: fiocchi di maggiori dimensioni, che possono anche ridurre la visibilità. Accumulo intorno a 4 cm/h.
-forti: ulteriore riduzione della visibilità rispetto alle nevicate moderate, con accumuli superiori a 4 cm/h.

PROBABILITA' DI PRECIPITAZIONI

-Bassa probabilità: probabilità di precipitazioni tra 10% e 40%. Si usa anche la dicitura ''non si esclude la possibilità''. Con ampio margine di incertezza in fase di previsione, si usa anche ''possibili''.
-Probabili: probabilità di precipitazioni tra 40% e 70%.
-Senza precisazione: probabilità di precipitazioni superiore al 70%.

DISTRIBUZIONE SPAZIALE DELLE PRECIPITAZIONI

-Isolate: quando interessano una porzione molto ridotta di territorio.
-Sparse: quando interessano circa il 50% del territorio, in forma irregolarmente distribuita.
-Diffuse: quando interessano gran parte del territorio o tutta l'area di previsione.

DISTRIBUZIONE TEMPORALE DELLE PRECIPITAZIONI

-Occasionali: quando risultano di breve durata. Anche detto ''di breve durata''.
-Intermittenti: quando le precipitazioni si alternano a fasi di temporaneo esaurimento.
-Persistenti: quando interessano almeno 3 delle 4 fasce temporali in cui è suddivisa la previsione giornaliera.

TEMPORALI

Fenomeno caratterizzato da attività elettrica e generalmente accompagnato da rovesci, raffiche di vento forte, grandine e più raramente, tornado.

Se al temporale si associano piogge/rovesci di intensità forte o molto forte, che risultano in fase di previsione l'elemento più significativo associato al temporale, viene effettuata una precisazione del tipo ''temporale con piogge/rovesci forti''.

In generale si individuano:

temporali forti (o di forte intensità): temporali con rilevante attività elettrica, e/o precipitazioni forti e/o raffiche temporalesche superiori a 70 km/h e/o grandine stimata con diametro superiore a 3 cm.

temporali molto forti: temporali con elevatissima attività elettrica, precipitazioni molto forti o torrenziali e/o raffiche temporalesche superiori a 90 km/h e/o grandine superiore a 5 cm.

Negli altri casi si parla solo di temporali o di rovesci temporaleschi.
Per la definizione di probabilità vale quanto detto in precedenza.

VARIAZIONI DI TEMPERATURA

-Invariate (o senza variazioni significative): quando la differenza nelle 24 ore non è superiore a 1°C.
-Leggera diminuzione/leggero aumento: quando la differenza sulle 24 h è intorno a 2°C.
-Aumento/diminuzione: quando la differenza sulle 24 h è tra 3°C e 5°C.
-Sensibile aumento/diminuzione: quando la differenza sulle 24 ore è tra 6°C e 10°C.
Per variazioni di oltre 10°C nelle 24 ore si potrà parlare di ''netto e marcato aumento/netta e marcata diminuzione''.

VENTO

Nella previsione viene indicato il termine riferito alla velocità e la sua direzione. Il termine della velocità è riferito al vento medio.
Vengono specificate le raffiche di vento istantanee quando significative.

Viene specificata la direzione dominante per la giornata di previsione. In caso di cambi di direzione viene indicato ''in rotazione da...(nuova direzione che il vento assume)''.
L'indicazione ''direzione variabile'' viene fornita quando il vento cambia frequentemente direzione nell'arco della giornata e non è possibile determinare quella predominante.


-Calma: vento medio inferiore a 5 km.
-Deboli: vento medio tra 5 e 19 km/h.
-Moderati: vento medio tra 20 km/h e 40 km/h.
-Forti: vento medio tra 40 km/h e 70 km/h.
-Molto forti: vento medio tra 70 e 90 km/h.
-Tempesta: vento medio superiore a 90 km/h.

Raffiche

Forti: tra 50 e 70 km/h.
Molto forti(o di burrasca): tra 70 e 90 km/h.
Tempestose: superiori a 90 km/h.

Vento in aumento/intensificazione: quando la velocità del vento aumenta di un grado nella classificazione.
Vento in netto aumento/netta intensificazione: quando la velocità del vento aumenta di due o più gradi nella classificazione.

Vento in diminuzione/attenuazione: quando la velocità del vento diminuisce di un grado nella classificazione.
Vento in netta diminuzione/netta attenuazione: quando la velocità del vento diminuisce di due o più gradi nella classificazione.

Intervalli di...: quando la durata dell'aumento di ventilazione corrisponde a solo una fascia oraria sulle quattro di previsione. (Es. ''Venti moderati da Nord-Est con intervalli forti al mattino'', vuol dire che sulle 24 ore il vento è prevalentemente moderato ma temporaneamente durante la mattinata può risultare forte, inteso come intensità media).


Regime di brezza (o solo brezza): regime di circolazione del vento tipico della stagione calda lungo la costa, in un contesto di alta pressione (è indicatore di tempo stabile). Al mattino i venti provengono dall'entroterra e nel corso della giornata ruotano progressivamente da nord, poi nord-est, poi est, poi sud-est entro il tramonto.

Mare (moto ondoso)
Per descrivere l'intensità del moto ondoso ci si rifà alla scala di Douglas
Mare in scaduta: onda senza vento, tendente a calare progressivamente. Nel bollettino viene usato per riferirsi a moto ondoso in graduale attenuazione.